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Papa Francesco alla Facoltà Teologica

CAGLIARI, 23 settembre 2013. Una visita con la comunità dei padri gesuiti di Cagliari e, insieme, con i docenti e il personale della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, e i due rettori delle Università statali sarde: è stato questo l'evento della giornata del 22 settembre, che ha visto Papa Francesco in persona nell'aula magna della Facoltà teologica di Cagliari. L'appuntamento rientrava all'interno della visita di un giorno del Santo Padre nel capoluogo sardo ed è seguito a una serie di incontri mattutini, come quello con i lavoratori cassintegrati in via Roma

 e la Messa con l'Angelus nella basilica di Bonaria, fino al pranzo nel seminario regionale. Un incontro breve, quello previsto in Facoltà, ma sufficiente a dare un saluto al mondo dell'istruzione universitaria in Sardegna. Presenti ad accogliere il Pontefice, sono stati infatti il preside della Facoltà Teologica, Maurizio Teani S.I., e i rettori delle Università degli Studi di Cagliari, Giovanni Melis, e di Sassari, Attilio Mastino, oltre a tutti i docenti della Facoltà Teologica.Il tema della crisi ha accompagnato tutti gli incontri del Pontefice in questa giornata sarda: la povertà, gli ammalati, la perdita del lavoro e le scarse opportunità per i giovani universitari. Richiamando l’episodio evangelico dei discepoli di Emmaus, Papa Francesco, nel suo intervento alla Facoltà ha osservato come questo tempo di crisi sia anche un’opportunità di leggere la propria vita e ripartire. “Ogni epoca della storia porta in sé degli elementi critici," ha detto il Papa, "ma raramente come oggi assistiamo a un cambiamento e a una crisi epocale. Ma così come i discepoli di Emmaus, delusi per la morte di Gesù, cercano di fuggire dalla realtà e si lasciano prendere dalla rassegnazione, così noi oggi rischiamo di rinchiuderci nell’individualismo, nell’ipocrisia e in una sorta di cinismo. A questo punto ci chiediamo: c’è una via da percorrere in questa nostra situazione? Penso non solo che ci sia una strada da percorrere, ma che via siano vie di speranza per noi. E penso all’Università come luogo di formazione alla ‘sapienza’, nel senso più profondo del termine”.
A questo proposito, Papa Francesco ha offerto tre brevi spunti su cui riflettere, per capire cosa sia la vera sapienza: “Il primo spunto che offro è quello dell’Università come luogo del discernimento: è importante leggere la realtà guardandola in faccia. Leggere dunque la realtà senza paure, senza fughe e senza catastrofismi. Questo discernimento può diventare un’occasione di conversione e ripensamento dei nostri modelli economico-sociali e di una certa concezione del progresso. Il discernimento implica l’interrogarsi su ciò che è buono e che non è buono, in riferimento alla persona in tutte le sue dimensioni, soprattutto quella spirituale”.
“Un altro spunto è quello dell’Università in cui si elabora la cultura della prossimità, della vicinanza. L’isolamento e la chiusura nei propri interessi non sono mai la via per ridare speranza e operare un rinnovamento. La speranza è la cultura dell’incontro. L’Università deve essere il luogo privilegiato dove si insegna questa cultura del dialogo, per comprendere e valorizzare la ricchezza dell’altro”.
“L’ultimo spunto: l’Università come luogo di formazione alla solidarietà. Questo è un valore anche per chi non crede. È un considerare l’altro non come numero o materiale umano, ma come persona”.