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Opinioni notevoli per la fondazione dell’atto volontario

– Prof. Don IGNAZIO FERRELI - I semestre/ 3 ECTS

Il principio etico che in Aristotele illumina la fonazione della felicità permette di mettere in risalto la convergenza della volontà di Dio e della beatitudine umana in san Tommaso d’Aquino con la legge morale in Immanuel Kant. La ragione di questa teoria consiste nel mostrare che ci sono molti maggiori punti di convergenza tra Aristotele, Tommaso e Kant di quante divergenze con cui sovente vengono presentati. Il fine è mettere in luce la continuità del pensiero kantiano con quello tomista, per scongiurare posizioni di scollamento che aiutano poco non solo per la fondazione dei principi morali, ma anche pregiudicano la lettura e la comprensione dei testi stessi.

Aristotele: 1. Il concetto di felicità; 2. Il significato di retta ragione; 3. Analisi della virtù come bellezza e bontà morale (calocagatia).

San Tommaso: L’idea della volontà divina e della beatitudine; 2. Esercizio e specificazione dell’atto; 3. L’ipsa voluta.

Immanuel Kant: 1. La legge morale (ratio cognoscendi) e la libertà (ratio essendi); 2. La causalità della causa; 3. L’interesse del disinteresse (il rispetto).

TESTI DI RIFERIMENTO: ARISTOTELE, Etica Nicomachea, Libri I, III, VI; ID., Etica Eudemia, Libro VIII; SAN TOMMASO, Summa Theologia, Ia, q. 19; Ia-IIae, q. 3; De veritate, q. 21; De Malo, q . 6 ; I . KANT, Prolegomeni, Critica della ragion pratica, Fondazione, Metafisica dei costumi (parti).