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Il fondo Cherchi

Una vasta raccolta di testi donati dal Mons. Luigi Cherchi (1910-1993), canonico della cattedrale di Cagliari, alla Facoltà Teologica della Sardegna, che trattano di vari argomenti: dalla storia locale all'archeologia, al culto dei Santi, includendo appunti personali e gli scritti di pubblicistica del canonico.

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IL FONDO CHERCHI DELLA BIBLIOTECA

di Luana Zorzi

Monsignor Luigi Cherchi ha fatto dono alla Biblioteca della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna di un ingente quantitativo di materiale relativo a svariati campi di interesse che rappresenta un vero e proprio tesoretto librario e documentario, frutto di una paziente raccolta durata tutta una vita. È da precisare che parte di questo incartamento, rappresentato essenzialmente da libri di diverso argomento, tra i quali archeologia, storia locale, culto mariano, teologia, lodi e goccius, psichiatria e psicologia, catechesi, biografie ecc., fu devoluto dal Canonico della Cattedrale mentre era ancora in vita. Poi, una volta scomparso, per volontà testamentaria, il 10 settembre 1993 fece omaggio all'allora direttore della nostra Biblioteca, Padre Carlo Ferraris, di tutto quel materiale che ora costituisce il Fondo Cherchi. 
Monsignor Cherchi ebbe un’adolescenza difficile e poco serena. Nacque a San Sperate il 20 dicembre 1910 da Amatore Cherchi e Annunziata Musa. La famiglia era molto povera: la madre faceva la domestica e il padre era servo-pastore. Trascorse un’infanzia felice negli affetti ma triste per altri aspetti, specialmente perché già da bambino si ammalò di malaria, malattia che lo accompagnerà per buona parte della vita. Fu proprio da adolescente che Luigi sentì la vocazione per la vita ecclesiastica. Non furono poche però le difficoltà che dovette affrontare da subito per seguire il cammino voluto da Dio, non solo perché riuscì tardivamente ad entrare in Seminario dopo vari e inutili tentativi, ma anche perché ebbe un percorso di studi difficoltoso e travagliato. Causa di tutto ciò fu essenzialmente l’indigenza della sua famiglia che  trovava forti difficoltà a sostenerlo economicamente nelle inevitabili spese scolastiche. Dal 1926 al 1927 riuscì però a frequentare la scuola privata di Monsignor Giuseppe Cogoni in via s. Lucifero a Cagliari, grazie alla benevolenza di quest’ultimo. Finalmente accolto nel Seminario di Cagliari nell’autunno del 1927, vi resterà sino al 1930 per poi recarsi in quello di Cuglieri dove, nel 1939, otterrà la laurea in Teologia. Il 26 luglio 1936 venne ordinato sacerdote nella Chiesa di S.Anna dall’allora Arcivescovo di Cagliari Mons. Ernesto Maria Piovella. Il suo sacerdozio, iniziato nella chiesa di san Pietro a Pirri in qualità di vice parroco, durerà per ben 57 anni. Successivamente sarà parroco nell’allora detta S. Pietro Pula (attuale Villa S. Pietro) per poi essere inviato rispettivamente a Decimomannu, Serrenti e Decimoputzu. Oltre a ciò fu anche insegnante di religione al liceo “Siotto”.
Dal 1958 al 1963 divenne Cappellano del Santo Sepolcro, mentre dal 1963 al 1973 fu Canonico teologale nella Cattedrale di Cagliari. 
In seguito sarà Assistente diocesano dei laureati cattolici, dei Coltivatori diretti e, a partire dal 1957, Avvocato nel Tribunale Ecclesiastico Regionale della Sardegna. In seguito, per ben 12 anni, rivestì l'incarico di Cappellano militare. Morirà il 26 febbraio 1993 a causa di una grave malattia.
Tutti coloro che hanno scritto o parlato di lui (tra i quali Mons. Piergiuliano Tiddia, Paolo Risso, Martino Casalini e Mario Girau) ne hanno lasciato sicuramente un buon ricordo: concordano infatti nel definirlo un uomo buono e generoso, simpatico e caritatevole, instancabile amante della cultura a cui si dedicò fino agli ultimi anni della sua esistenza. 
Sono molteplici i settori culturali facenti parte di quella cospicua mole di materiale che costituisce il Fondo Cherchi, a dimostrazione dell’attitudine alla ricerca erudita  del Canonico della Cattedrale di Cagliari. Il fondo è una vera testimonianza della sua attività di pubblicista, che lo portò a scrivere un'infinità di articoli per il settimanale diocesano Nuovi Orientamenti e la rivista l'Eco di Bonaria. 
Appassionato di tutto ciò che riguardasse la Sardegna fu un testimone della società sarda e cattolica: raccolse infatti una considerevole quantità di appunti personali, annotazioni di fatti e situazioni derivati da ricerche e studi accurati, specialmente di antichità, archeologia e storia. Di conseguenza è normale trovare la maggior parte della documentazione lasciataci dedicata alla sua terra. 
Senza dubbio la parte più ragguardevole è quella relativa all'agiografia: Mons. Cherchi mise insieme tutta una serie di informazioni relative a un cospicuo numero di santi e martiri, derivate da ricerche personali per le quali intrattenne anche dei carteggi con religiosi oltreoceano. Tali notizie, rappresentate da iconografie, monografie specifiche, goccius, novene, inni e documenti epigrafici, testimoniano la biografia, la storia del martirio, delle reliquie e in special modo il culto di questi santi. Particolare attenzione meritano alcuni testi redatti dallo stesso Cherchi dedicati ai santi Agostino e Lucifero. 
Annesse a questa sezione ve ne sono altre due dedicate rispettivamente al culto della Vergine e ad altri 64 santi. Il Canonico raccolse infatti molteplici notizie sulla storia del loro culto, sulle chiese dedicate e sulle prediche tenute per questi santi, nonché inni, novene e goccius a loro ispirati, il tutto corredato da una sostanziosa massa di opuscoli di autori vari commemorativi del santo o di eventi legati allo stesso. 
Un secondo settore del fondo degno di nota è dedicato a personalità religiose, ossia a Pontefici e a membri del clero. Come sempre, la maggior parte della documentazione riguarda rappresentanti del clero sardo. Si tratta di una paziente raccolta di documenti che riportano la vita, le opere, curiosità e le attività sia di personalità singole sia di Istituti o Ordini religiosi, quali ad esempio quello dei Padri Gesuiti, degli Scolopi, dei Mercedari e così via. A questo proposito lo stesso Cherchi scrisse un'opera dedicata al clero cagliaritano, dal titolo “I vescovi di Cagliari (314-1983)” datata al 1983, la quale offre senza dubbio un importante contributo alla storia della Chiesa sarda e cagliaritana in particolare. 
Nella donazione fatta dal Canonico della Cattedrale non mancano le sue famose e numerose raccolte di versi, a dimostrazione di un vero spirito poetico estemporaneo che gli permetteva infatti di considerare buono qualsiasi momento della giornata per comporre. 
Tra quelli presenti nel fondo meritano di essere ricordati i “Sentieri dello spirito” datati al 1992, i “Settanta epigrammi” del 1989 e infine gli “Inni, canti, goccius, muttetus” con datazione al 1987. L'amore per la poesia, nella quale Cherchi senza dubbio esprime la cultura sardo-campidanese, è provato anche dall'ingente quantitativo di incartamento in versi, rappresentato in particolare da poesie di argomento vario in lingua italiana e specialmente in lingua sarda. La maggior parte di queste fu inviata al Canonico da molti fedeli e da lui pazientemente raccolta. 
Lo stesso dicasi per un altro ramo del lascito affine a questo appena trattato, relativo a preghiere e canti religiosi in lingua sarda recitati in occasione dei diversi momenti liturgici o di vita quotidiana: di molti di essi ormai si è perso l'uso e la memoria e per questo motivo si tratta di documenti preziosissimi. Tra questi appare una copiosa parte dedicata alla Madonna e un fascicolo riportante la preghiera del Padre Nostro in svariate lingue.
Sicuramente degno di attenzione è inoltre il settore dedicato ai 96 paesi e 82 parrocchie sarde, sui quali Monsignor Cherchi raccolse notizie relative alla storia, origine e sviluppo, ai dati archeologici e di cultura religiosa con bibliografia di riferimento, alla cronaca, agli eventi mondani e organizzativi, rappresentati sia da propri manoscritti sia da articoli di studi, opuscoli e riviste e quant'altro fosse ritenuto utile per un'attenta ricostruzione di ogni aspetto del soggetto trattato. Le notizie di archeologia e di storia locale sono fornite sopratutto dai numerosi carteggi, oppure da articoli estratti da studi scientifici o ancora da relazioni scritte dallo stesso Canonico della Cattedrale. La cronaca invece è legata a ritagli di articoli di quotidiani o settimanali sardi prevalentemente degli anni '50 e '60. Tra le riviste si distinguono alcuni numeri della Voce serafica della Sardegna.   
Infine deve essere segnalata la presenza, nel suddetto fondo, di un prezioso testo datato al 1784, dal titolo “Costituzioni per i signori prediletti e predilette dell'Ill.ma congregazione del SS. Sagramento nella Chiesa sobborgo di Stampace eretta, lette nuovamente nell'anno 1784.

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